i 10 migliori film horror anni 70

I 10 migliori film horror anni ’70

Horror anni ’70: e così, oggi andiamo a buttare l’occhio a ‘na decina di ‘sti film, facendo una carrellata a ufo fra i migliori (almeno secondo me) di quella decade. Prima però, tanto per rendere n’attimino l’idea di fondo, c’è da premettere che gli anni ’70 sono stati un periodo alquanto particolare: le vendite della musica disco e del consumo di “coca-non-cola” erano alle stelle. Gli inserti in schifo-legno ficcati ovunque si potesse immaginare, le lampade lava che la facevano da padrone, e dove l’ottimistico “sentimento peace & love” anni ’60 lasciava il posto a un senso di dura e cupa realtà.

 

Per dire, negli States gli orrori della guerra in Vietnam, le tensioni razziali alle stelle e l’aumento spropositato della criminalità, certo non è che facessero sentire le persone tanto ben disposte verso la pace e l’amore, eh. Perciò, questo senso di… diciamo “disfacimento generale”, si riversò anche nell’immaginario. Le figure dell’orrore gotico e i fantasiosi mostrilli spaziali che tanto successo avevano avuto nei decenni precedenti ormai non se li filava più di pezza nessuno e pertanto, tutto ciò aprì le porte a un altro tipo di orrore. Un orrore che lasciava emergere l’estetica del realismo ponendo l’accento sul sangue e una violenza viscerali più o meno misconosciuti in precedenza. E… niente, detto questo credo che stavolta il pippone l’ho tirato per le lunghe, perciò, ciancio alle bande e andiamo a buttare l’occhio a questa decina di film horror anni ’70, va’.

 

  • REAZIONE A CATENA (A BAY OF BLOOD 1971)

film horror anni '70

Naturalmente, va da sé che gli Americani non è che fossero gli unici a sperimentare il cambiamento portato dal nuovo decennio. Anche in Europa si toccavano nuove vette cinematografiche; tra cui a gran voce si faceva sentire la “Hammer” in Inglesonia e un po’ più giù, qui in Italia da noi, il movimento “Giallo” (o spaghetti thriller) stava avendo una crescita esponenziale. Ora, amico a casa e a caso che leggi tieniti forte le mutande: il filone “slasher” e una variante nata dal Giallo all’italiana e questo film n’è praticamente l’antesignano. Inoltre attenzione: presente la famosa saga “Venerdì 13”, sì? Beh… è solo una copia for dummies  è stata fortemente ispirata da Reazione a Catena di Bava; tanto che nel secondo capitolo, “L’assassino ti siede accanto” (Friday the 13th Part 2), la parte dei due tizi che vengono impalati mentre copulano è presa paro paro da questo.

  • L’ABOMINEVOLE DR. PHIBES (1971)

Forse la miglior interpretazione dell’icona dell’horror Vincent Price. “L’abominevole Dr. Phibes” è un film fantastico che mescola perfettamente gli effetti voltastomaco grand guignol con l’umorismo becero e sfrontato. Comunque sia, nei panni del Dr. Phibes, Price caccia fuori un cattivo fenomenale, completamente spregevole ma anche abbastanza “simpatico” mentre porta avanti la sua missione, nata dal suo concetto distorto di vendetta. In pratica tutti credono che il brillante dottore fosse morto in un incidente d’auto. Invece ne viene fuori, sì… ma orribilmente sfigurato. L’unica a morire fu l’adorata moglie, in seguito sul tavolo operatorio, e di ciò Phibes ritiene responsabile la squadra di medici che si occupò dell’operazione. Ispirato dalle piaghe bibliche, il Dr. Phibes con sadica inventiva infligge orribili torture alle sue vittime, a metà tra l’umoristico e l’ inquietante perciò… fatti da parte Jonathan “Jigsaw” Kramer che prima di te c’era già il Dott. Phibes.

  • A VENEZIA… UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING (DON’T LOOK NOW 1973)

film horror anni 70

Lo so, il titolo italiano “A Venezia un Dicembre rosso shocking” non è proprio il massimo, anzi. Intanto, questo è uno dei film più emotivamente devastanti, ossessionanti, e paranoici mai visto. Basato sul racconto Don’t Look Now (presente nella raccolta Non dopo mezzanotte e altri racconti), scritto da Daphne du Maurier, il film è una meditazione sul dolore, la perdita, e la mortalità  che racconta la vita di una coppia sposata che si trasferisce a Venezia, nella speranza di riprendersi dopo la tragica morte della giovane figlia. Ma una volta giunti, incontrano una bizzarra coppia di sorelle, delle quali una è in possesso di poteri medianici in grado di farle avere premonizioni sul futuro e che cerca di avvertire i due coniugi che stanno per vivere un’altra inevitabile, tragica perdita.

  • THE WICKER MAN (1973)

film horror anni 70

Non so più neanche quante volte ho citato questo film qui sul Sotterraneo ma – giuro che non lo faccio a posta – se salta fuori, salta fuori, eh. A ogni modo, centrato sugli sforzi del Sergente Howie che cerca di far luce in merito alla scomparsa di una ragazzina, The Wicker Man vede il Sergente giungere durante l’investigazione in un villaggio su di una sperduta isola scozzese dove nessuno offre risposte e quasi mai tornano i conti.

“The Wicker Man” è un film eccezionale, che si approccia all’orrore in maniera inusuale. Inizia a insinuare la paura in maniera lenta ma costante. Con pazienza se vogliamo. Non si affida ai soliti trucchetti da scappati di casa, la paura qui è qualcosa che viene costruita pian piano facendoti letteralmente “vivere” l’atmosfera inquietante che poco alla volta viene rivelata, così come il colpo di scena finale fa capire quanto orrore si fosse celato dietro a inquietanti sorrisi e agghiacciante cortesia.

  • L’ESORCISTA (THE EXORCIST 1973)

A mio avviso, “L’Esorcista” è il film più agghiacciante di tutti i tempi. Ora, so bene che adesso s’alza il regazzino impettito che vuole fa’ il tipo tosto con «Eh… ma L’Esorcista mica fa paura!». E bravo lo scienziato! Grazie a ‘sta ceppa: dopo quarant’anni di copie su copie che hanno letteralmente anestetizzato il pubblico, me pare pure abbastanza comprensibile.

Il punto però non è questo. No. Il punto è che L’Esorcista è un film che ha “segnato il passo”. Nel 1973, anche il più scafato e incarognito spettatore di film horror non aveva mai, mai, mai visto nulla del genere. Ci vorrebbero ore per parlare di quanto sia importante questo film ma, stringendo al massimo il brodo, Friedkin ha utilizzato le sue capacità da documentarista che era agli esordi, per mettere in scena uno spettacolo estremamente realistico e – per l’epoca – fin troppo credibile. Inoltre, nonostante questo, il film non si allontana dall’essere un prodotto cinematografico tirando fuori e raccontando pure una storia, supportata ad hoc.

  • NON APRITE QUELLA PORTA (THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE 1974)

film horror anni '70

Presumo che ormai anche i sassi su Marte conoscano il film di Tobe Hooper, ma tant’è. Mai dire mai. Perciò, le basi sostanzialmente sono molto semplici e sono tutte nel titolo: un gruppo di ragazzi si trova a viaggiare per il Texas dove poi vengono massacrati a uno a uno. Con una motosega. Facile. Semplice. Lineare.

Intanto, naturalmente con l’ovvio senno di poi, questo tipo d’installazione spesso viene indicata come “woods horror”, un genere dove tutto si riassume in un vortice di macelleria che mostra mazze, ganci per la carne e, naturalmente, in questo caso motoseghe, come strumenti di violenza orribile e depravata. “Non aprite quella porta” (titolo che a essere onesti non m’è mai andato giù) è un film grezzo e “brutto”; brutto da sembrare vero. In pratica è brutale ed è di base, crogiolandosi nell’idea di fondo che nella morte non c’è logica né bellezza, non importa chi sei –  forte, giovane e bella, di buon carattere, debole, mite, abile o disabili – la morte viene per tutti. Specie se nei panni di un mostro armato di motosega. Cosa vuoi di più?

  • LO SQUALO (JAWS 1975)

film horror anni 70

“Lo Squalo” (Jaws) è un classico autentico, un’avventura cinematografica duratura che non perde mai il suo effetto. Considerato come il primo “blockbuster” estivo, lo Squalo di  Spielberg non è solo un “gigante” del genere, ma del cinema del tutto. Parliamoci chiaro, in sé l’idea di fare un film su di uno squalo gigante, a livello commerciale, non pare tutta ‘sta gran furbata. In effetti, nella testa dei produttori si figurava una semplice domanda: cioè, è uno squalo. Tolte le prime vittime inconsapevoli, basta non andare più in acqua et voilà! Poi dopo che facciamo?  Plausibile, sì. Però, Spielberg ha saputo creare una specie di macchina perfetta… un orologio. Dove ogni singolo elemento, ogni ingranaggio funziona alla perfezione.

  • ERASERHEAD (1977)

David Lynch è probabilmente l’attuale campione in carica del moderno surrealismo cinematografico, cementando questo status sin da subito con il suo debutto cinematografico Eraserhead. Completato nel corso di cinque anni, Lynch ha descritto il film come “Un sogno di cose oscure e preoccupanti”. Sì, diciamo che è più o meno preciso anche se più che sogno, la parola adatta sarebbe incubo. Un incubo in bianco e nero che prende e distorce quelle cose “oscure e preoccupanti” su cui più o meno la vita tende a girare: paura del matrimonio, della paternità, della società, dei cambiamenti. Insomma un assalto sensoriale di texture e suono ambientale sinfonico. Devo ammettere che è abbastanza difficile cercare di sintetizzare questo film in poche righe e non credo di esserci riuscito. In ogni caso, sarebbe meglio se glielo buttaste un occhio.

  • SUSPIRIA (1977)

film horror anni 70

Dario, Dario, Dario… devo ammettere che non sono mai stato un suo grande ammiratore per via di troppe ragioni che sarebbe inutile riportare adesso, ma che volendo dire, tanto per, i suoi ultimi lavori tendono a darmi ragione. In ogni caso, anche tenendo in considerazione “Profondo Rosso”, credo che il suo capolavoro sia proprio “Suspiria”. Una sontuosa opera di violenza in un frenetico delirio barocco. Cioè, voglio dire, alcune sequenze definirle “spettacolari” sarebbe riduttivo. Senza contare poi, l’incredibile colonna sonora dei “Goblin” che accompagna perfettamente questo “elegante” viaggio visivo in un’atmosfera dove ogni evento è finemente orchestrato e dove la malvagità si nasconde dietro ogni angolo.

  • ZOMBI (DAWN OF THE DEAD 1978)

film horror anni 70

Alla fine, ultimo ma non ultimo, ci ficco “Dawn of the Dead” di Romero. Un sequel, sì… ma non di una sola vicenda. Bensì di una storia. Mi spiego: Dawn of the Dead non è il prosieguo che vede semplicemente coinvolti questo o quel personaggio in un’altra “avventura”; è il seguito di un accadimento messo in mostra nel film precedente e che qui è cresciuto a livelli esponenziali. Naturalmente, al pari di tutto, anche l’impegno di Romero nel commento sociale cresce, affrontando con occhio molto cinico la mentalità del consumismo americano. Al di là di questo, il film è anche saturo di violenza viscerale resa con prim’ordine dagli effetti vecchia scuola di Tom Savini, che ha trapiantato la sua esperienza come fotografo di combattimento in Vietnam in una carriera sullo schermo creando incubi per generazioni. Che altro dire?

Beh… direi che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

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I 10 migliori film horror anni '70
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Una decina fra i migliori film horror anni 70
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Il Sotterraneo del Retronauta
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One thought to “I 10 migliori film horror anni ’70”

  1. li conoscevo tutti, alcuni però devo ancora vederli. Nostalgia per un periodo di sperimentazione nel cinema, in cui alcuni territori erano inesplorati e sconosciuti. Ora che tutto è stato sdoganato ed esasperato a più non posso, sembra tutta minestra riscaldata. non c’è più un sano stupore nel vedere film, come invece c’era in quegli anni. Un periodo d’oro che non tornerà più. I giovini dovrebbero riscoprire e conoscere queste perle che hanno dato il via a tutto

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